Il cumino

Il cumino (Cuminum cyminum) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Apiaceae.

Il cumino è originario della Siria e dell’Asia occidentale, è conosciuto sin dai tempi antichi e veniva già coltivato dagli Egizi.

Si ritiene che il suo uso risalga al secondo millennio a.C., come testimoniano alcuni semi rinvenuti in un antichissimo sito archeologico siriano. I Greci e i Romani lo apprezzavano particolarmente e lo impiegavano molto in cucina.

Nel Medioevo i semi di cumino erano considerati di buon auspicio per gli sposi, che ne portavano alcuni addosso durante le cerimonie nuziali.

Era inoltre credenza comune che assumere questa spezia rendesse fedele qualsiasi amante: per questo motivo le giovani donne preparavano pane al cumino per i loro innamorati prima di un viaggio o di una lunga separazione.

Dopo la scoperta dell’America i coloni spagnoli lo importarono nelle nuove terre, dove col tempo divenne un ingrediente basilare nella cucina messicana e sudamericana.

Il Cuminum cyminum è una pianta erbacea annuale, dal fusto sottile e ramificato che può raggiungere un’altezza di circa 30 centimetri. Le sue foglie sono lunghe da 5 a 10 centimetri mentre i fiori sono piccoli, di colore bianco o rosa, raggruppati in infiorescenze a forma di ombrello.

Il suo frutto è un involucro piccolo e duro (achenio), che racchiude il seme dal colore scuro e dall’aroma simile all’anice.

Spesso lo si confonde con il carvi (conosciuto anche come comino o cumino dei prati), caratterizzato da frutti simili ma con un aroma completamente diverso.


Questa spezia è immancabile nelle cucine nordafricana, mediorientale, indiana e sudamericana: è un ingrediente basilare di diverse miscele come il chili, il guacamole, il curry, il garam masala e il baharat.

Si può trovare anche in alcuni formaggi olandesi e valdostani, oltre che in alcuni tipi di pane. Viene utilizzato per insaporire la carne e per condire o marinare i piatti di pesce. In alcune cucine lo si abbina all’aglio e al coriandolo per preparare diversi tipi di salse, come ad esempio la chermoula marocchina.


In erboristeria il cumino è usato in diversi modi, grazie alle sue numerose proprietà. I suoi semi facilitano la digestione e l’eliminazione dei gas nocivi che si formano nell’intestino; inoltre, masticarli aiuta ad aumentare l’appetito e contrastare l’alitosi.

La sua elevata quantità di ferro e vitamina C gli conferisce virtù antiossidanti e rafforza il sistema immunitario.

Gli olii essenziali della pianta di cumino hanno proprietà espettoranti e disinfettanti, apportando grandi benefici in caso di asma, bronchiti o raffreddore.


Il cumino è composto principalmente di acqua, proteine, fibre, Sali minerali (ferro, potassio, zinco, calcio, sodio, fosforo), aminoacidi e vitamine A, B1, B2, B3, B6, C, E, J e K.

N.B.: le applicazioni del cumino per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate.

Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Controindicazioni

Evitare l’uso del cumino in caso di gravi epatopatie o in caso d’ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.

A scopo precauzionale, si sconsiglia l’assunzione di cumino anche in gravidanza e durante l’allattamento.

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